Trasferirsi a Sydney vuol dire anche imparare a vivere senza piadina. Giuseppe Valletta ci ha messo circa sei mesi a trovare una soluzione: insieme a un altro cesenate conosciuto in Australia, nel 2016 ha lanciato Nonna's Piada, un food truck di piadina romagnola che ha girato le strade e gli eventi di Sydney per diversi anni, arrivando a servire manifestazioni da diecimila persone.
Ogni piadina aveva il nome di una città romagnola. La più richiesta, racconta Valletta, era la "Cesena" — crudo, squacquerone e rucola, fedele alla tradizione — seguita dalla "Cervia", con erbette e pecorino. Importare lo squacquerone in Australia, tra l'altro, si è rivelato tutt'altro che semplice: le normative sull'import di latticini sono tra le più rigide al mondo.
Poi è arrivato il Covid, e con lui la fine del progetto — l'attività è stata ceduta un paio d'anni dopo la pandemia. Ma la piadina è rimasta di casa: Valletta la prepara ancora una volta a settimana, e i suoi due figli, nati in Australia, ne sono ormai appassionati quanto lui. Un piccolo modo, dice, per tenere viva un'identità romagnola anche a 16.000 chilometri di distanza — lo stesso tema che, più avanti nell'intervista, indica come la vera lezione che l'Australia può imparare dalla Romagna, e non viceversa.