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Estratto dall'episodio 17

Quindici anni di causa tra fratelli: cosa insegna sulla trasmissione d'impresa

Marcello Porfiri è notaio di terza generazione: lo studio di famiglia, a Cesena, nasce nel 1956 con il nonno Orfeo. Prima di sedersi dietro quella scrivania, il suo percorso passa per New York e per quattro concorsi da notaio, l'ultimo dei quali chiuso con un undicesimo posto su 3008 candidati.

Nell'intervista con Matteo Papi, Porfiri racconta il notariato non come semplice esecuzione di atti, ma come attività di consulenza di fiducia: il momento della firma è solo la punta dell'iceberg di un lavoro che comincia molto prima, nel prevenire i problemi piuttosto che limitarsi a certificarli.

Eredità e aziende di famiglia: dove nascono i conflitti. Il cuore della puntata è il tema delle successioni nelle imprese familiari. Porfiri parla di beneficio di inventario, patto di famiglia e trust come strumenti che un notaio può proporre per organizzare il passaggio generazionale prima che diventi un problema — e cita, come caso limite di cosa succede quando questi strumenti non vengono usati per tempo, una causa tra fratelli durata quindici anni.

Anche il notariato guarda all'intelligenza artificiale. Nella conversazione trova spazio il tema dell'IA applicata al notariato: rischi e limiti di uno strumento che può velocizzare alcune fasi del lavoro, ma che non sostituisce il giudizio di chi firma l'atto. Completano il quadro alcune "pillole immobiliari" pratiche: la trascrizione del preliminare, l'attenzione ai "costruttori furbetti" e le regole sul deposito del prezzo.

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