Marco Ramilli è cresciuto a Cesena e ha fondato Yoroi, azienda di cybersecurity partita "in quattro da una cantina di Sant'Arcangelo di Romagna" e arrivata a centinaia di persone e sedi in tutta Italia. Oggi guida IdentifAI, che sviluppa tecnologie per riconoscere contenuti generati dall'intelligenza artificiale: sede legale a Milano per ragioni di venture capital, ma il core business — e la maggior parte del team — restano a Cesena. Nell'intervista con Matteo Papi, alla domanda se la Romagna potesse replicare il modello della Motor Valley (Ferrari, Lamborghini, Dallara) ma nel digitale, la risposta è stata un sì convinto.
"Gli ingredienti ci sono già". Ramilli elenca gli asset del territorio: un istituto tecnico cesenate che vince ogni anno le Olimpiadi di cybersecurity a livello italiano e internazionale, il campus di Cesena dell'Università di Bologna, che secondo lui ha "creato delle eccellenze pazzesche", il Cesena Lab — finanziato dal Comune di Cesena — che aiuta i neolaureati a trasformare un'idea in impresa, e un distretto digitale locale, il DEAR, che fa da rete tra le aziende del settore.
Quello che manca sono i "grandi campioni". La filiera c'è, dice Ramilli, ma le aziende digitali romagnole restano ancora piccole: mancano realtà grandi capaci di fare da traino, e manca venture capital sul territorio — motivo per cui IdentifAI ha dovuto aprire una sede a Milano. La sua conclusione: "Dobbiamo solo creare due o tre grandi campioni locali per poi avviare questo motore" — e IdentifAI, dice, si candida a essere uno di questi.