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Estratto dall'episodio 15

La truffa della nonna, il falso CFO e il problema di non potersi più fidare di ciò che vediamo online

Marco Ramilli è tra i massimi esperti italiani di cybersecurity e deepfake, ma il suo primo computer — racconta a Matteo Papi — è stato un IBM 286, da bambino. Da lì un percorso che passa per un dottorato in California e un'esperienza al NIST, prima della scelta di tornare in Romagna per fondare Yoroi nel 2014: partita in quattro persone da una cantina di Sant'Arcangelo di Romagna, l'azienda è cresciuta fino a contare centinaia di dipendenti in tutta Italia. Oggi Ramilli guida IdentifAI, startup che sviluppa tecnologie per smascherare i contenuti generati dall'intelligenza artificiale.

Quando la voce clonata diventa un'arma. Il tema centrale dell'episodio è quanto, oggi, si possa ancora credere a ciò che vediamo e sentiamo online. Ramilli porta due casi concreti: la cosiddetta "truffa della nonna", in cui una voce clonata dall'IA imita quella di un familiare per chiedere denaro con urgenza, e il caso di un falso CFO capace di bypassare ogni sistema di sicurezza aziendale imitando in tempo reale la voce di un dirigente.

Non è un tema astratto per chi lavora nel settore immobiliare: dalla verifica dell'identità di chi firma un atto alla possibilità che documenti o comunicazioni vengano falsificati, la sicurezza digitale entra ormai tra le competenze che notai, agenti e professionisti del real estate devono conoscere almeno nelle loro basi.

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